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Diario Minimo di un commentatore domestico
Figli
post pubblicato in diario, il 19 febbraio 2009


Adesso che il Festival di Sanremo impazza, verrebbe anche a me di parlar d'amore e di sentimenti, senza però scadere nel solito sentimentalismo frivolo, fatto di parole logore ed abusate.  Ancora ha un senso parlar d'amore in un mondo dove dilaga una rivoluzione demografica al contrario? In un mondo senza futuro, dove i ragazzi rimangono tali sino a quarantanni? Qualcuno dice che il mondo sta cambiando, che siamo in una fase di passaggio. Vero. In effetti, le coppie di fatto aumentano e non ci si scandalizza più di tanto se ci si trova di fronte a partner divorziati, diversi, o con diverse storie alle spalle. Si parla di "famiglia allargata" di rapporti flessibili e intercambiabili, come fossero abiti di carnevale... Il punto, però, è sempre lo stesso: i bambini.  Che posto hanno nella coppia moderna? A me pare che da molti vengono considerati alla stregua di accessori, di "optionals" che  servono  a completare il "quadro". Nulla di più. Prima vengono la carriera e i soldi... poi il compagno affermato e poi tutto il resto. Per certe cose, invece, ritengo che non bisogna cambiare. La famiglia esiste solo quando vi sono figli. I figli rappresentano i rami protesi verso il futuro. Forse l'unico modo per guardare lontano.
Parole a voce alta
post pubblicato in diario, il 26 ottobre 2006


Miriam ha diciotto mesi e sa pronunciare correttamente solo poche parole: mamma, papà, cacca, bere, dammi ecc. In compenso parla molto, a modo suo, però!!!immagine. Pronuncia frasi incomprensibili e, a volte, ripete qualche nenia sentita la sera prima dalla nonna.
Così, quasi per gioco, mi sono messo a cercare d'interpretare il linguaggio di mia figlia. Amo la sua fantasia, la gioia che prova quando pronuncia i suoni più strani. Rimango letteralmente affascinato da suo "decisionismo": quando vuole una cosa non c'è verso di farla desistere. Miriam è una bambina molto solare, sorride sempre, è socievole ed è sempre sincera quando prova qualsiasi sentimento. In determinate occasioni mi fa arrabbiare, lo ammetto; in specie quando insiste a voler fare cose che sono pericolose per la sua incolumità. Allora non so come comportarmi. Provo ad imitare la sua "particolare lingua". E lei, decisa come sempre, annuisce col muso, poi mi sorride e rimango senza parole, lasciandomi come un baccalà, incapace d'agire. Il suo sorriso è talmente contagioso che non riesco ad essere severo nemmeno quando invece occorrerebbe esserlo. Alcuni miei "colleghi" (genitori) dicono che è necessario sgridare i propri figli o, addirittura, riprenderli con un piccolo ceffone. Altri, invece, in vena di libertinaggio, li lasciano fare tutto quello che desiderano. Ho deciso d'adottare una tecnica ambivalente: la lascio fare ma solo sotto la mia diretta supervisione. Negli altri casi redarguisco la piccola impertinente facendo la voce grossa e mostrandomi scuro in viso. La prima cosa mi riesce abbastanza facilmente, visto il tono di voce che mi ritrovo. Parlare a voce alta è un sinonimno di italianità. Da qualche parte ho letto che per raggiungere i nostri decibel sonori a un tedesco è necessaria una dose massiccia di birra scura. Per tale motivo, ho deciso di moderare il tono della mia voce, cercando di rendere effettivo il rimproverò facendo la faccia severa. Ma col secondo rimedio ho trovato serie difficoltà, in quanto la mia faccia è tutto fuorchè severa...immagine
A questo punto non mi resta una sola cosa da imparare: l'ipnosi.


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permalink | inviato da Pierre_louis il 26/10/2006 alle 12:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Essere genitori oggi
post pubblicato in diario, il 18 ottobre 2006


immagineEssere genitore comporta molte responsabilità. Una di queste è sicuramente l'educazione dei propri figli. Molto spesso mi domando e dico: Sono stato troppo severo? O forse troppo permissivo? Ho agito in modo corretto per il suo giusto sviluppo? In realtà non mantengo una posizione netta, alternando fasi di rigidità ad altre di maggiore tolleranza. Naturalmente tale oscillazione scaturisce anche dal comportamento dei figli e dalle cose che compiono. Tuttavia, ho notato che spesso di fronte agli stessi avvenimenti non mantengo lo stesso fulcro decisionale, oscillando tra diverse gradazioni di tolleranza. I fatti di cronaca, purtroppo, ci pongono di fronte a questo dilemma educativo. Come per tutte le cose dovrebbe valere il senso della misura. Una giusta misura in grado d'evitare di farci cadere negli opposti estremismi. "In medio stat virtus", dicevano gli antichi romani. Crescendo i problemi aumetano a dismisura, poichè i giovani difficilmente sanno distinguere tra lecito ed illecito, confondendo spesso il virtuale con il reale. Questo purtroppo non dipende solo da noi genitori, ma anche dall'ambiente circostante; immersi come sono in un ambiente che fomenta le passioni di ogni genere e gusto, i nostri figli credono erroneamente di poter fare tutto quello che vogliono, dimenticando che esistono anche precise responsabilità. Quando poi si trovano di fronte ad una difficoltà o, peggio, subiscono uno smacco, è facile che cadano in depressione, con molteplici risvolti nella vita affettiva e di società. Per questo credo che dobbiamo spendere molto tempo insieme ai nostri figli, cercando di cogliere quei particolari segnali di disagio che essi ci trasmettono e che noi spesso prendiamo sotto gamba, mettendo in atto un clima di aiuto reciproco, perchè non sono solo loro ad avere bisogno di noi... ma anche noi di loro!

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permalink | inviato da Pierre_louis il 18/10/2006 alle 12:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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