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Diario Minimo di un commentatore domestico
Mosche
post pubblicato in diario, il 1 marzo 2009


                                                   
Pensieri  - come aculei  - volteggiano attorno all'ideogramma del nulla. Strascichi di ricordi si portano appresso odori e profumi (in apparenza) estranei,  perduti. In natura "niente si distrugge, tutto si trasforma": si dirà.  Per questo, col passare del tempo, risulta molto difficile ricondurre certe emozioni nel loro alveo originario, incanalando opportunamente ragione e sentimenti.  Ha un bel da fare la mia mente nel cercar di dipanarle, mentre cercano di rosicchiarne la corteccia e di intrufolarsi nel nucleo, cercando di suggerne l'essenza. Sono come mosche fastidiose. Odio le mosche! Per fortuna il freddo le uccide. Ancora per poco però.... Poi, coll'avvento del caldo, avranno gioco facile e sarà un vero strazio.

[Flies_view_by_buleria]


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permalink | inviato da Pierre_louis il 1/3/2009 alle 6:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Emozioni
post pubblicato in diario, il 15 febbraio 2009


Prendere l'essenza, lasciare l'apparenza, estraendone il PROFUMO. Non più un paesagggio fatto  di ricordi emozionati, ma solo l'emozione in sè e per sè. Assaporare il gusto delle emozioni separandole dal ricordo. Sentire l'emozione sessuale indipendentemente dalla persona che l'ha suscitata. Da ognuno dei nostri ricordi, separiamo l'accessorio dalle vive e sentite emozioni. Quanto eros c'è nell'estetica e viceversa? Io non sono quella o questa esperienza. Emozioni non come oggetti ma come differenti colori, suoni. Osservo il paesaggio di trasparenze di diversi colori.Ognuna di queste colori è luce. La luce è coscienza emozionata. Lo osservo adesso. Qui e ORA.
[ESSENCE]

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permalink | inviato da Pierre_louis il 15/2/2009 alle 11:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
una festa emozionante
post pubblicato in diario, il 12 ottobre 2008


Era un uomo tranquillo, non aveva mai preso sbandate o fatto qualcosa al di fuori delle regole. Quel sabato sera si trovava ad una festa. Una festa di compleanno. La festeggiata era sua nipote, una ragazza magnifica: capelli ramati, occhi verdi e una pella di pesca bianca come il latte. I lineamnenti del viso erano perfetti, non c'erano spigoli ma nemmeno troppe rotondità: somigliavano tanto a quelli di un'attrice famosa. Nel confronto, però, era l'attrice a sfigurare. Quella sera era vestita magnificamente: indossava un abito da sera molto scollato e aveva messo le scarpe col tacco. C. aveva tanti corteggiatori e questo la rendeva ancora più incantevole. Ultimamente, però, aveva posato gli occhi su  un belllisimo giovanotto dagli occhi scuri e la pelle ambrata. Sembravano una coppia perfetta. Da quando lo frequentava non aveva altri occhi che per lui. Era passato tanto tempo da quell'estate...da quelle serate in riva al mare... L'uomo, appena superata la quarantina, era ancora giovanile e abbastanza prestante... Ad un certo punto, mentre stava sorseggiando un martini secco  non l’aveva sentito arrivare e quando se lo trovò davanti trasalì vistosamente, sembrò  vacillare... I due si presentarono e si strinsero la mano destra. Dopo qualche  minuto, l'uomo "minuto" svenne e, avendo perso i sensi,  cadde sul pavimento. Nessuno parve accorgersi di lui, eccetto la festeggiata che lasciò gli amici  e accorse per vedere cosa fosse accaduto. L'uomo si ritrovò fuori della casa, all'aperto, insieme con la festeggiata e il suo nuovo fidanzato. Si riprese immediatamente e pregò entrambi di ritornare dentro. Il peggio era passato. Il ragazzo non se lo fece ripetere due volte ma lei, con quegli occhi da gatta, rimase fuori ancora un po'...L'uomo guardò la ragazza intensamente, trasogno: una musica celestiale parve invaderlo tutto, dei brividi dietro la schiena gli fecero venire la pelle d'oca. Tuttavia dovette farsi forza e far finta di nulla. Rassicurò la ragazza invtandola a raggiungere il suo compagno. A quel punto la ragazza disse: "Senza di te non rientro". Allora l'uomo si alzò lentamente, si rimise la giacca che gli avevano tolto e si apprestò ad far rientro nella sala. La ragazza gli aggiustò la cravatta al collo, rifacendo il nodo in modo veramente impeccabile. Adesso era pronto di nuovo. All'ingresso furono accolti con un applauso. Il Dj. aveva messo un pezzo lento che l'uomo conosceva a menadito. La ragazza gli mise le braccia al collo e cominciarono a ballare lentamente... gli altri invitati seguirono l'esempio... Una carica di adrenalina si era riversata nelle vene ...lei lo strinse a se, lui rimase distante...

You bring me joy
When I'm Down
So much joy
When I lose my way your love come smiling on me
I saw your face
And I knew
We would be friends
I was so afraid, but your arms, they 'd say: "come to me".



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permalink | inviato da Pierre_louis il 12/10/2008 alle 7:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Il buco della serratura
post pubblicato in diario, il 28 luglio 2008



Quando si guarda dal buco della serratura tutti sembrano nascondere qualcosa: preti, ufficiali, medici, e paramedici. Sono tutti fatti della stessa pasta. E quando accade il contrario, che succede? Come ci si sente ad esser spiati, rovistati fin nell'intimo delle proprie viscere? E cosa difficile a dirsi. All'inizio si provano fastidio, rabbia, disappunto  Poi, però, riflettendoci su, si arriva alla conclusione che è solo una banale curiosità e come tale potrebbe anche essere soddisfatta. Ora, non so come prenderla, se davanti o di dietro. Nel senso  che se scrivessi come persona che si definisce neutrale, sentirei di prendere in giro me stesso. Già il semplice fatto del dover parlare per forza di cose di un fatto personale, e non di un semplice fatto che potrebbe accadere a chiunque, mi mette nella posizione di dover giustificare  la scelta del perchè e del per come. Alla fine non faccio che continuare a girarci intorno senza addentrarmi nel fondo. Del resto son fatto così, mi piace sondare il terreno prima di seminarci dentro. Devo sentire com'è fatto: se è soffice o e duro, se è secco o è umido... Successivamente mi metto a girare intorno per poi scivolargli alle spalle. Questo è il punto. La vita di una persona normale, senza grilli per la testa, arriva ad un punto in cui viene messa a soqquadro da chi ritenevamo imberbe ed incapace di tanto. E poi ficcare il naso là,  dove non si dovrebbe, e tenercelo per un pò, con gusto e decisione, con una smania investigativa da entomologo è qualcosa che non può passare inosservata. Intestardirsi per una cosa fuori dal comune pel solo gusto di conoscere i suoi più inconfessabili desideri, cercando d'immaginarsi quali tipi di comportamenti prediligesse, quali sembianze e posizioni assumesse in certi particolari momenti o di quante piccole o grandi  esperienze avesse praticato nella sua vita, sono cose che non hanno prezzo.Lo spettacolo dei tristi eroi imbiancati dalla canizie non la tiene ferma ad osservare; è piuttosto la maturità nascosta, quell'apparente fanciullezza a trarla in inganno, a farle credere che si può far tutto, senza cedere niente, tanto poi si potrà sempre tornare indietro e far finta come se nulla fosse accaduto.  A lungo andare però il costume dell'investigastore pesa a tal punto che cadra inevitabilmente a terra. Allora sarà l'investigatrice a sentirsi "spogliata di tutto", nuda in carne e ossa. E l'osservato che cosa farà? Nulla, cosa potrebbe fare d'altronde?  Persino la tanto agognata "fedeltà a se stessi", a quel tempo che si era, ai "bei tempi" di ragazzo spensierato, alle prime esperienze, non possono essere minimamente paragonate a questo.Basta il capriccio di una giovane farfalla e tutto il paese ne parlerà. Per motivi di tempo e di discrezione,  si è costretti a svicolare sui particolari, rimanendo sul vago indecifrabile di un ammiccamento audace, di una posizione maliziosa e di tutto quell'armamentario che solo chi è diverso da te può e sa usare.

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permalink | inviato da Pierre_louis il 28/7/2008 alle 17:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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