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Diario Minimo di un commentatore domestico
Truffe
post pubblicato in diario, il 26 marzo 2009


 
E’ un destino crudele, quello dell’Italia.  Prima, l’inaugurazione dell’alta velocità  attraverso la tratta Roma-Milano, con il curioso scambio di berretti; poi, l’inaugurazione del primo inceneritore in terra di Lavoro. Giornali e televisioni pronte a seguire l'evento in pompa magna. Discorsi, benedizioni, rassicurazioni. Chissà come sarà Acerra fra dieci anni? Che fine hanno fatto le 27 prescrizioni in materie di Ambiente a cui l’inceneritore si sarebbe dovuto attenere? Perché l’impianto che ci viene presentato come un “gioiello di tecnologia” è in realtà già obsoleto? Saranno veritiere le rilevazioni della scatola nera?  O vedremo il ripetersi della tragica esperienza maturata a Colleferro?  In che modo verranno smaltite le ceneri tossiche, visto che in natura nulla si distrugge ma tutto si trasforma? «I costi – suggerisce il buon Bertolaso - saranno totalmente compensati dalla quota di energia che l’A2A cederà al gestore nazionale del servizio elettrico». Che fine ha fatto la tassa che avrebbe dovuto finanziare la ricerca e lo sviluppo delle energie alternative? Sarà rimborsata ai cittadini?  I conti – invece - li pagano gli uomini. Lasciar credere che a pagare sia “altro” dall’uomo, è il primo passo fatale verso quell’orribile mistificazione della realtà messa in atto dal potere. Potere che non logora chi ce l’ha. Potere che decide persino la “vita e la morte”. Corpi martoriati, senza più una vita degnamente vissuta, rimangono in balia di politici tuttofare, che hanno un'unica preoccupazione: ingraziarsi i vertici della religione di Stato.  Un testamento che invalida le indicazioni personali in fatto di vita e di morte è una lurida abdicazione. Non è un testamento. Inutili distinguo, vischiosi come ragnatele hanno imbavagliato il diritto:  il diritto di scegliere la propria fine. D'ora in poi chi vorrà decidere circa la sorte del proprio corpo dovrà rimanere a casa anzichè recarsi in ospedale. Non sarà un medico e neppure la famiglia a decidere per il diretto interessato, ma lo Stato. Anzi una Legge. Perché dunque usare parole diverse? Perché snaturare cose e significati?  E già successo con la guerra. Non veniva chiamata col suo vero nome, venivano usate delle parole diverse per non turbare le menti, per lasciar credere che la vita, qui in Occidente, è bella. Anzi bellissima.
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Il crollo di un mondo
post pubblicato in diario, il 24 luglio 2008


Sono profondamente convinto che la maggior parte della gente non abbia colto il reale significato della portata di queste nuove riforme. Siamo un Paese in declino, con un profondo senso di insicurezza verso il futuro, scoraggiato e mortificato in tutti i sensi. Il precariato sembra essere diventato la norma di vita. Tutte le conquiste sociali, acquisite a duro prezzo, stanno evaporando come acqua al sole. Le prospettive per le nuove generazioni risultano assai indebolite, si gioca sempre di più al ribasso. I salari vengono messi sul mercato al pari di ogni merce. Le sperequazioni aumentano in modo esponenziale e cosi le diseguaglianze.I diritti acquisiti vengono messi ogni giorno in discussione.Tutto può essere comprato. Non esiste alcun collante sociale, tutto viene giocato sul tavolo di un bieco arrivismo. L'individualismo pare aver trionfato in ogni sua forma. Non esistono le classi sociali ma solo individui ansiosi di fare la grande scalata all'apice del successo. I modelli comportamentali non lasciano alcuno spazio alla tolleranza e alla solidarietà. Siamo diventati, inoltre, un paese razzista, che inneggia alla ronda selvaggia, che giustifica i roghi appiccati nei campi nomadi. Si cerca il proprio interesse. Si coltiva il proprio orticello: ognuno per sè e "dio" per tutti. In questa situazione ci vorrebbe un'opposizione forte, tenace, persino spregiudicata. Invece tutto tace. I grandi giornali non fanno altro che annotare il fatto o parlar d'altro. Oggi , per esempio, il Corsera fa un ampio servizio sulle nozze della figlia di Totò Riina.  Intanto sono in corso altri "lavori"... Anzitutto un lavoro di demolizione della Magistratura inquirente. Dubito fortemente che la prossima rifornma sulla giustizia sia protesa allo snellimento dei processi e alla riduzione dei tempi d'attesa per quelli che per un semplice procedimento giudiziario sono  costretti ad aspettare almeno 7-8 dieci anni. Questo è il volere degli italiani? Sembra che l'anomalia italiana sia svanita. Il conflittto d'interessi e tutto quel che ne consegue sono spariti dalla circolazione. La cosa più curiosa è il taglio di quattromila posti per i poliziotti proprosto in Finanziaria. Che fine ha fatto il problema "sicurezza"? E la benzina da mettere nelle volanti? Anche quella si è volatilizzata insieme al conflitto d'interesse e ai processi?
Il «regime dei pascià»
post pubblicato in diario, il 23 luglio 2008


E così accade che una "democrazia",  seppure  difettosa e non aderente al dettato Costituzionale, scivola lentamente nel baratro di un vero e proprio regime mascherato. Un «regime dei pascià» come avrebbe chiosato l'illustre intellettuale sardo. Ad alimentare la sfrontatezza e il privilegio di un ceto dirigente arrogante e irrispettoso della carta  costituzionale, hanno contribuito tutti: persino chi adesso si straccia le vesti e assume i toni irriverenti del tribuno romano. A che serve piangere e urlare (oggi) quando si poteva evitare tutto questo (ieri)? La legge che ha portato in parlamento questo governo è palesemente antidemocratica e doveva essere bocciata. Era necessario mettere in piedi un governo tecnico per affrontare serenamente la tornata elettorale con regole chiare e, soprattutto, democratiche. Un parlamento eletto dalle segreterie dei partiti, senza che il cittadino comune potesse decidere alcunchè è un parlamento di regime. E' ovvio che una grandissima parte di responsabilità se la devono prendere coloro che, pur conoscendo queste cose, hanno fatto finta di niente o hanno abbaiato senza mordere, perchè, in effetti, il "gioco" valeva la candela. A tutti faceva comodo piazzare nei posti "strategici" i propri "raccomandati". La delusione è arrivata quando  tutta la sinistra  è stata mandata a casa e con essa anche i raccomandati di turno. Ecco il vero disappunto! Non il "porcellum" di Calderoli! Il lodo alf-ANO porta il marchio di fabbrica "Schif-ANI".  Oggi il Lodo è diventato legge proprio per merito di persone prive del senso dell'universalità della Legge. Non sono uomini coloro che hanno permesso tutto questo. Sono bertucce. Sono gli ultimi epigoni di una giustizia "fai da te", ad uso e consumo del potere e di chi se ne fa portatore. Per costoro la giustizia è una donna di strada della quale bisogna diffidare salvo poi sfruttarla al momento opportuno per i propri loschi interessi.  Questi "illustri" figuri rappresentano la variante trans-genica del fascismo:  quella uscita dalle sette, dalle conventicole occulte, dalle logge altisonanti e/o criminali. Attraverso questa Legge non solo si è evitato di processare il Presidente del COnsiglio ma si è creato un terribble precedente: si è affermato che la Legge non è uguale per tutti.

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permalink | inviato da Pierre_louis il 23/7/2008 alle 17:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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