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Diario Minimo di un commentatore domestico
Dignità
post pubblicato in diario, il 28 febbraio 2009


Sono solo. Solo con me stesso. Il tempo di raccogliere due o tre pensieri. Mi rimane poco tempo da dedicare a questo spazio. E' falcoltà mia e di nessun altro. Il fatto è che ho bisogno  di star solo. Un tremendo bisogno. A volte persino gli schiamazzi dei bambini mi infastidiscono. Ci ho provato. Ci ho provato a comunicare col mondo. E' difficile. E' difficle capire quello che provo. I  risultati ottenuti sono inferiori alle mie aspettative.  Non voglio intromissioni in quello che scrivo. E' una questione di dignità. E ' una questione di rispetto. Certi scarabocchi proprio non li sopporto.

 [Solitudo__by_Basinski]

Pazienza
post pubblicato in diario, il 3 febbraio 2009


Rincorro parole e frasi, apparentemente senza significato, alla ricerca di un senso comune, di un qualche cosa di unico che le renda vive. Di una radice, forse. Energie sparse sul fondo di copiose pagine imbrattate d'inchiostro, in cerca di un mondo diverso. Un mondo migliore, più giusto. E' la somma compiuta di altre esperienze, di un *trovarsi* nelle pieghe d'un libro. Mi aggrappo ad un paragrafo stendendo un velo pietoso sulla faccia della terra. La mia terra. Vorrei gridare ma mi rendo conto che è inutile. Bisogna comprendere per poter giudicare. Comprendere significa anche saper aspettare, esercitando la virtù della pazienza.

[la foto: Paz_by_st3ramone-deviant-tributo ad Andrea Pazienza]
Risposte mancate
post pubblicato in diario, il 4 ottobre 2008



Di quante pene mi si potevano infliggere, quella che più mi addolora è  il non ricevere risposta alcuna ad una mia precisa e circostanziata domanda. La cosa assume un colore assai più nero del solito quando a non rispondere sono le persone "care" o più vicine...
La prima volta che  fui condannato ad un simile supplizio, andai sponte in un convento di frati per cercar di meditare sull'accaduto. Mi confidai accoratamente, pregai a fondo sentitamente; tuttavia non seppi dipanare il dolore, lacerante e continuo che albergava nel mio cuore. Quando ero in procinto di credere che fosse cessato, bastava un non nulla per farlo riapparire. Tra le svariate ragioni che sono andato trovando dentro me stesso, per ben apprendere cosa stesse accadendo, ne trovai almeno due. L'una era dovuta ad una precisa deficienza interna. In pratica l'esigenza di una risposta che cercavo nell'altro si era rivelata, ad una profonda analisi, una mancanza in me stesso...
L'altra cagione si era, che temevo di esser visto così dagli altri senza una risposta, smarrito e privo di una direzione univoca. E questo forse mi faceva ancor più male...


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