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Diario Minimo di un commentatore domestico
Sempreuguale
post pubblicato in diario, il 15 marzo 2009


 
La vista si appanna. Procedo per gradi, associando figure geometriche asfittiche, diverse. Metto in piedi analogie e similitudini senza risultato apparente. A volte, mi soffermo là dove non dovrei... dove l'acqua rimane torbida ed ambigua. Vorrei vederci chiaro. Provo a fare qualche passo nelle stanze del sempreuguale. E' difficlie superare questo strazio, senza uscirne martoriati nella carne e nei sentimenti. Un vuoto apatico e asfissiante da il ritmo a questo tempo immobile. La mente si incaglia laddove gli atti sono meno chiari e le parole più ambigue. Tutto è fermo. Finalmente si fa giorno. Arriva il momento di andare. Passando dalla luce tremula dell'aba al chiarore del giorno, parcheggio momentaneamente la coscienza in divieto di sosta. Temo di aver  bruciato altro  tempo. Tempo di solutudine. Attività strumentali e vicarie mi aspettano al varco per celebrare il quotidiano esercizio del *non vivere*. Di rimuovere la sporcizia non ce ne bisogno.Si rivelerebbe solo un ulteriore perdita di tempo. Del resto, si sa, a smuover il torbido non ci si guadagna nulla. 

[Element of Balance by *LeapingJag]

postato da PierreLouis alle ore 06:32 | Permalink | commenti (5) / commenti

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permalink | inviato da Pierre_louis il 15/3/2009 alle 6:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Mosche
post pubblicato in diario, il 1 marzo 2009


                                                   
Pensieri  - come aculei  - volteggiano attorno all'ideogramma del nulla. Strascichi di ricordi si portano appresso odori e profumi (in apparenza) estranei,  perduti. In natura "niente si distrugge, tutto si trasforma": si dirà.  Per questo, col passare del tempo, risulta molto difficile ricondurre certe emozioni nel loro alveo originario, incanalando opportunamente ragione e sentimenti.  Ha un bel da fare la mia mente nel cercar di dipanarle, mentre cercano di rosicchiarne la corteccia e di intrufolarsi nel nucleo, cercando di suggerne l'essenza. Sono come mosche fastidiose. Odio le mosche! Per fortuna il freddo le uccide. Ancora per poco però.... Poi, coll'avvento del caldo, avranno gioco facile e sarà un vero strazio.

[Flies_view_by_buleria]


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permalink | inviato da Pierre_louis il 1/3/2009 alle 6:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Prigionieri
post pubblicato in diario, il 8 febbraio 2009


Ai detenuti non è dato di uscire. Ai prigionieri non è concesso di vedere altre persone, se non per motivi strettamente necessari. Persino i sogni son vietati al detenuto. In particolare, i sogni che proclamano la sua libertà, la sua affrancazione dalla pena. Limiti strettissimi entro cui il detenuto deve rimanere, escluso dalla società. Per il suo bene e, soprattutto, per il bene degli altri. Tutto rientra nel senso distorto di quella caratteristica peculiare di ogni cosa esistente senza la quale essa non potrebbe esistere. Il recluso  è obbligato a celare la sua (a)normalità solo per poter esistere e continuare a vivere, nella segreta speranza  di riacquistare la sua libertà. Al Prigioniero non risulta sconosciuto il vuoto del cuore, anzi esso costituisce la sostanza precipua della sua quotidianità. Non è sconosciuta neppure la punta di lancia acuminata che lo  trafigge sovente, di notte e di giorno.  Recluso non è solo chi viene internato in forza di norme cogenti. Recluso è anche chi - per destino o per scelta - si trova da solo con se stesso e non può - per i motivi più disparati - dividere con altri la sua tremenda pena.

[Prisoners_of_ourselves____by_MichelCh]
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