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Diario Minimo di un commentatore domestico
Domande
post pubblicato in Costume & Società, il 27 gennaio 2013



Ogn'israelita, a qualsiasi latitudine e a qualsiasi grado di mescolanza etnica sia giunto, conosce perfettamente le cagioni del suo "male".
E anche se non è i
mmediatamente in grado di realizzare il fatto compiuto, prima o poi, tale consapevolezza affiora in modo limpido ed evidente. Perché sono stati sempre perseguitati? Per quale assurdo motivo? Perchè han dovuto fuggire? E, soprattutto, perché, ancora adesso, che hanno trovato la "patria perduta" sono costretti ogni giorno a combattere per difendere a caro prezzo quei confini? Eccetera, eccetera. In altre parole occorre conoscere la radice profonda di tale situazione. Vale a dire le ragioni consolidate secondo cui - qualunque fossero, nel tempo e nello spazio, gli atteggiamenti e i comportamenti assunti da questa razza - essa non abbia mai potuto trovare pace; e, soprattutto non sia mai riuscita a trovare negli "altri" una chiara e convinta adesione alle sue motivazioni, alle sue petizioni, alle sue esigenze. Le ragioni economiche,  quelle ideologiche, gli infidi fariseismi, le false "ragioni etiche" hanno nel tempo mascherato quella realtà profonda che, appunto, ciascun ebreo conosce a menadito, rintracciandola, più che nelle pagine ingiallite della storia, nelle pieghe profonde della sua coscienza.


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permalink | inviato da Pierrelouis il 27/1/2013 alle 10:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Di chi è la colpa?
post pubblicato in Costume & Società, il 20 ottobre 2012


Se le cose stanno come stanno direi che conosciamo già con chi possiamo prendercela. Non possiamo, infatti, attribuire a Monti la colpa di quanto è accaduto ai nostri conti, poiché l'attuale Presidente del Consiglio è stato investito dall'Europa a fare quanto sta facendo.
Non possiamo nemmeno prendercela con Berlusconi che - a modo suo - ha fatto quel che ha fatto perché ha dovuto farlo... 
Dobbiamo, per converso, prendercela con l'Italia: paese civile e democratico, solidaristico e tollerante. Un paese che sempre ha piegato la testa di fronte al potente di turno. Forse sarebbe il caso di indagare sui motivi reali che spingono l'homo italiota ad essere sempre pronto a salire sul carro del vincitore, a cambiar casacca ancor prima che la casacca cambi colore da sola...
Si sbagliavano dunque coloro i quali credevano di poter fermare la corruzione a suon di inchieste e tintinnii di manette. La potenza mass-mediatica del Presidente-editore ha ottenuto quanto era nei suoi obiettivi. D'altronde le opposizioni non hanno saputo fare il loro mestiere e, sovente, si sono lasciate contagiare dal savoir faire berlusconiano. Le classi dirigenti che si sono succedute nell'arco di oltre un cinquantennio sono lo specchio del paese reale che abbiamo di fronte. Non è vero che esiste un' altra Italia. E, comunque se esiste, è assai minoritaria; non aE si sbagliavano pure chi credeva nella spinta rigeneratrice della cosiddetta "società civile", poiché non esiste una società civile distinta e, soprattutto, distante dalla nefanda classe politica che finora ci ha rappresentato. Questo è un fatto acclarato.
La sconfitta, perciò, è abbastanza netta. Non esiste cioè una via di fuga; un modo per esimerci dalle nostre precise responsabilità, dai nostri limiti e dalle nostre debolezze.
Trovare un capro espiatorio a tutti i costi mi sembra una soluzione assai superficiale e, per certi versi, criminale. Per questo non mi convincono i complotti e ancor meno le fumoserie esoteriche presenti sui libri o sui blog.
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permalink | inviato da Pierrelouis il 20/10/2012 alle 18:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Dipendenza
post pubblicato in Costume & Società, il 19 luglio 2012


In un'epoca in cui il mito dell'uguaglianza annaspa vistosamente, pressato da  insidiose  pratiche d'incaprettamento ideologico, si fa avanti un reperto "archeologico" che molti credevano estinto e che invece dimostra di essere in ottima  salute:il plagio. 

Oggigiorno le tecniche di manipolazione mentale sono diventate assai sofisticate, si arricchiscono di ampi studi psicologici e mass-mediatici, il tutto per avere il controllo totale sulle menti del nostro globo. 

Esso è praticato per lo più da tipi estremamente narcisi, pieni di sè. Un esempio macroscopico e forse noto a tutti è quello del Cavaliere di arcore. costui rappresenta infatti l'archetipo del seduttore. Non ha - come molti affermano - carisma. L'uomo carismatico a differenza del seduttore - è una persona che non asseconda il volgo, non lo corteggia e non ne cerca il plauso. L'uomo carismatico è ammirato dal volgo perchè rappresenta "altro" dal volgo. Ma questa ricerca di "capi", carismatici o meno, è inquietante. Viceversa, chi viene plagiato quasi mai ammette di esserlo. Anzi, se qualcuno si permette di farglielo osservare, spesso viene redarguito con forza. E' una esplicità ammissione di incapacità ad accollarsi in proprio scelte e responsabilità; rappresenta una lenta regressione verso il passato.  Questo è sicuramente un segnale angosciante, poichè il fenomeno è estremamente diffuso e pericoloso e, soprattutto non è avvertito come tale . forse perchè oggi, chi vuole avere successo deve saper sedurre  e quindi valorizzare la propria immagine anche se estremamente edulcorata. 

Il mondo circostante non sembra affatto preoccuparsi di quanto accade intorno... anzi plaude chi riesce ad assicurarsi benessere e popolarità attraverso modi irrispettosi e assai spregiudicati. Accadde così che ai tempi del totalitarismo fascista, non si aveva consapevolezza di vivere un plagio di massa, dove ciò che affermava Mussolini era la sola verità.

Oggi, in tempi di "democrazia" si pensa di essere liberi e  di vivere consapevolmente il proprio presente. La menzogna - in questo preciso ambito - assurge al rango della "normalità", ed è accettata come modalità comunicativa efficace al fine di ottenere ciò che si vuole. La liberazione dei costumi ha prodotto solo false libertà individuali, rimettendo in discussione il passato fatto di veti di sensi di colpa, ragion per cui tutto quanto non è vietato dalla legge diventa lecito. Per tal via la società che crede e vive nelle regole si trova spiazzata di fronte all'avanzare deciso del seduttore incallito che non si fa alcuno scrupolo per chi lascierà sul selciato. Mentre le vicende odierne ci dimostrano, senza tema di smentita, di vivere come dei polli in batteria, come delle "vacche da mungere". Nulla più.


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permalink | inviato da Pierrelouis il 19/7/2012 alle 17:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Pulizia
post pubblicato in Costume & Società, il 27 giugno 2012


Alle volte penso che è meglio non sapere. Si: l'inconsapevolezza  potrebbe essere un frutto dolce da assaporare spensieratamente. Abbandonarsi, lasciarsi andare,  lasciare che le cose seguano il loro irrimediabile corso,  cedendo  all’illusione di un mondo acausale, dove tutto, prima o poi, trova il suo giusto posto. Ma, il più delle volte, capita di svegliarsi bruscamente da tali "abbandoni"; e dunque di rimanerne poi schiacciati.

Il sapere - si sa - è potere.  E non sono poche le persone che, al fine di costruire artatamente la propria "superiorità", usano gli uomini e le cose a proprio esclusivo vantaggio, incuranti di ledere i diritti altrui. Questa è una forza che rifiuto nel modo più categorico, non fosse altro per la nostra caducità di uomini "finiti" e nati per morire. E non credo a chi sostiene di sfruttare questa forza,  in diverso modo, creando dei benefici anche ad altri. Ma chi sa, comprende che ogni azione ragionata devierà il corso delle cose, che la traccia cambierà, che un dolore potrà sorgere. E che, infine, la felicità non si avvista da lontano, non si programma, non si costruisce.

  "Com-prendere" significa prendere con se; e questo prendere non sempre è "felice". Ed in questa azione è necessaria una "pulizia" interna affinchè la vista sia sgombra dallo sporco che inevitabilmente ci portiamo appresso.

 

 

 

 

 

 

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Stare sulla soglia
post pubblicato in Costume & Società, il 14 giugno 2012



Non  è la prima volta che accade. E’ una sensazione che arriva sottotraccia, quasi inosservata, ma poi, via via, diviene fulgida, inequivocabile.
L’idea di sapere che è gia accaduto altre volte e di riuscire a vederlo chiaramente...
E' il volgere intorno agli eventi, a loro continuo svolgersi, percependo che essi sono già stati passati al vaglio di una visione diversa... la mia.
La questione -quì ed ora- sta nel descrivere la situazione nella sua diversità, che è di fatto indescrivibile, se non forse mediante una sequenza atemporale di aporie ed ossimori tali da apparire incomprensibili: ghiaccio bollente o vapore solido?
Finita immensità di una strada a senso unico: cul de sac. E' nel mezzo...
E il sapere pure, in un dato momento, che nella grande maggioranza del tempo, questa consapevolezza ha dato la stura alla VERITA'.  Eppure la percepisci ma non la puoi spiegare e, soprattutto, non la puoi adoperare. Essa mi sovrasta. Se alzo gli occhi sopra di me, si sposta, e veloce come una molla, ritorna al suo posto quando abbasso lo sguardo.
E quindi  il sapere di non potere diviene consapevolezza trasparente, visione evanescente. Percepire che, forse, manca un attimo al sapere verticale:  la sensazione – indescrivibile e indefinita ma al contempo- sicura:  stare sulla soglia.
E lo stare sulla soglia non di un'estasi  mistica, ma di un'eccedenza  di chiarezza in cui il raziocinio non langue, ma resta assiso in trono, calmo, estatico.
Il mistero innanzi a me si spoglia, si toglie il velo.
Ma la mano mia è bloccata, paralizzata dall'ombra che mi sovrasta.
Rimane dunque la consapevolezza di aver capito che nulla vale più della nostra vita.

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permalink | inviato da Pierrelouis il 14/6/2012 alle 19:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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